giovedì 26 novembre 2009

Berlusconi e la mafia

Il Giornale: “Berlusconi sarà indagato per mafia, porteranno via il suo patrimonio”

Il sospetto del Giornale è che i magistrati possano attaccarsi al solo «sospetto» di rapporti tra Dell'Utri e Cosa Nostra per coinvolgere anche il premier con l'accusa di «concorso esterno» in associazione mafiosa

berlusconiL’annuncio del Giornale, quotidiano di proprietà della famiglia , che nell’edizione di mercoledì titola a tutta pagina «Sequestrare il tesoro di Silvio», rivela che «dalla Sicilia è in arrivo un avviso di garanzia a per concorso esterno. Subito dopo gli verrà requisito l’intero patrimonio. Per la legge, infatti, basta il sospetto».

L’anticipazione del quotidiano di Vittorio Feltri è legata alle dichiarazioni del pentito Gaspare , braccio destro dei boss mafiosi Filippo e Giuseppe Graviano, che chiamano in causa il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, grande amico di e già al vertice di Pubblitalia, la società che raccoglie pubblicità per il gruppo Mediaset. Il sospetto del Giornale è che i magistrati possano attaccarsi al solo «sospetto» di rapporti tra Dell’Utri e Cosa Nostra per coinvolgere anche il premier con l’accusa di «concorso esterno» in associazione mafiosa.

Un passaggio che potrebbe poi portare al sequestro dei beni patrimoniali di cui il Cavaliere non fosse eventualmente in grado di spiegare la provenienza e che potrebbero essere dunque attribuiti, nelle accuse, ad attività legate alle organizzazioni criminali. Un impianto, questo, fa notare il quotidiano di Feltri, che non terrebbe conto di ricostruzioni analoghe, sempre con nel mirino, che sarebbero però già state smontate in altri processi. Negli ultimi tempi le accuse di hanno portato a indicare come il referente della ai tempi delle stragi del 1992-’93.

Della vicenda ha parlato anche Maurizio , capogruppo del Pdl al Senato: «Leggiamo troppe cose strane, continua l’uso politico dei pentiti» ha commentato rispondendo a Maurizio Belpietro che su Canale 5 gli chiedeva se sia in arrivo una nuova offensiva giudiziaria contro o altri esponenti del centrodestra. «Vediamo Ingroia che gira i programmi televisivi e le manifestazioni di un partito fondato da un ex magistrato per lanciare strali intollerabili contro il governo – ha aggiunto -. Riteniamo ci sia in atto una offensiva politica di alcuni militanti della sinistra che sono dentro la magistratura e privilegiano la loro appartenenza politica all’esercizio corretto delle loro funzioni».

Per ci sono alcuni pentiti «come un tale che, probabilmente sollecitati a farlo, fanno accuse farneticanti, dicendo di avere sentito e dedotto qualcosa, quando su alcune vicende storiche e fatti di ci sono state sentenze e accertamenti».

mercoledì 25 novembre 2009

Toto Cuffaro

Mafia, Procura Palermo chiede rinvio a giudizio per Cuffaro

Alla Procura di Palermo non basta la condanna in primo grado per favoreggiamento; per l'ex Presidente della Regione Sicilia è arrivata una nuova richiesta di rinvio a giudizio

Totò Cuffaro

Totò

La procura di Palermo ha chiesto il del senatore dell’ Totò , ex presidente della Regione Sicilia, per concorso in associazione mafiosa.

Secondo il procuratore Francesco Messineo e il sostituto procuratore Nino Di Matteo, ci sarebbero, infatti, elementi nuovi rispetto al processo “Talpe alla Dda”.

Per la procura questi elementi dimostrerebbero un comportamento teso a rafforzare in maniera sistematica e continuativa l’associazione mafiosa da parte dell’ex governatore, già condannato in primo grado a 5 anni nel processo “Talpe” per favoreggiamento. In appello la procura generale ha chiesto l’aggravamento della pena a 8 anni per avere agevolato l’organizzazione criminale.

Il nuovo procedimento invocato dalla Procura palermitana, come scrive il Giornale di Sicilia, ripartirebbe dall’udienza preliminare, con la richiesta di valutare gli stessi elementi del processo “Talpe”, ma anche le vicende emerse di recente come le dichiarazioni di nuovi collaboratori di giustizia, soprattutto dell’agrigentino, che parlano di e del suo slogan “La fa schifo” come sintomo d’ipocrisia «perché lui – dicono i pentiti – prima con la ci aveva mangiato».

Il lettone di PUTIN

La solitudine di un letto a tre piazze

martedì 24 novembre 2009

Zalone

Pausa pranzo

lunedì 23 novembre 2009

Vignetta

EXIT

Ministro Zaia

Montalbano sottotitolato in veneto per il ministro Zaia

zaia_montalbano

Luca Zaia, che già si era segnalato per l’offensiva natalizia contro l’ananas, adesso vuole che le fiction della Rai siano in dialetto, al massimo con i sottotitoli. La richiesta è perfettamente in linea con le sparate estive dei talebani padani, e sicuramente il CdA Rai, sempre attento alle esigenze culturali del Paese, non mancherà di far sua questa brillante idea a vantaggio della concorrenza.

domenica 22 novembre 2009

Patrizia e Silvio

La grande Patrizia e il piccolo Silvio

La grande Patrizia e il piccolo Silvio

Ho letto su “Il Fatto” le anticipazioni del libro di Patrizia D’Addario in uscita martedì prossimo: “Gradisca Presidente” (Aliberti editore). Colpisce lo squallore dello scambio sesso-denaro anche quando avviene in un ambiente lussuoso, nel cuore del potere. Muovendosi da solo fra quelle venti ragazze (la prima volta) e poi scegliendo Patrizia fra le tre convocate da Tarantini la seconda volta a Palazzo Grazioli, Silvio Berlusconi rivela l’aspetto patetico, bisognoso di sicurezza, che è proprio di ciascuno di noi, ma in misura infima, grossolana, anacronistica. Pensi ai dieci metri quadri in cui riceveva i clienti Brenda e, nella sostanza, capisci che il nucleo della relazione è il medesimo: parimenti fasullo, degradante. Il piacere profondo, fisico è sentimentale, si trova altrove.

Spatuzza parla

Spatuzza, Dell’Utri e la verità sulla morte di Cleopatra

Brenda è stata uccisa, dicono gli inquirenti. E anche Emanuela Orlandi: dalla Banda della Magliana, che rivoleva i soldi prestati al Vaticano. (Sono solo ipotesi, è presto per sapere la verità: considerando che in Egitto non vivono aspidi ancora non sappiamo cosa ne fu di Cleopatra). La notizia della morte di Brenda è stata una mazzata per Marrazzo, che dopo lo scandalo si è rifugiato nell’Abbazia di Montecassino e si confida solo con gli alti prelati. Perché sono i più bravi a depistare le indagini. Il mistero-Orlandi si avvia così verso soluzione: dopo 26 anni. Se questi sono i tempi, la verità sulle stragi del ’93 potrebbe arrivare dopo il 2020. E Berlusconi è preoccupato, perché i farmaci per allungargli la vita stanno funzionando. A togliergli il sonno sono soprattutto le dichiarazioni di Spatuzza che, come altri pentiti, indica Berlusconi e Dell’Utri come referenti della Mafia. Dell’Utri si dice tranquillo e continua a collezionare i suoi libri in latino (Dell’Utri ama il latino, perché è una lingua morta) ma Berlusconi, per mettersi al riparo da eventuali nuovi processi, accelera sulla riforma della giustizia per via costituzionale. Per Ghedini c’è infatti una possibilità di rendere il Lodo Alfano compatibile con la Costituzione. Basta una lieve modifica all’Articolo 1: L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro sporco. Nel frattempo, Il Giornale attacca Fini costringendolo a fare marcia indietro e Giuliano Ferrara si rimangia quello che aveva predetto sulla fine di Berlusconi e scrive sul Foglio che il premier durerà ancora a lungo. Non che sia Berlusconi a commissionare gli articoli: non è nemmeno il proprietario di queste testate. È solo il mandante esterno. Quanto alla lotta tra Stato e Mafia, la Mafia parte avvantaggiata perché i suoi tifosi sono più motivati. Sono più i pentiti nel popolo di Mafia o quelli che cercano di fregare lo stato (il fisco, i vigili) tra gli italiani? C’è un problema di affezione. A quanti italiani verrebbe in mente di definire lo Stato «Cosa Nostra»?