martedì 9 febbraio 2010

Paranormal

Cia ci min

lunedì 8 febbraio 2010

Ciancimino

Alfano contro Ciancimino junior
"Vuole delegittimare il governo"
ciancimino jr: "Forza Italia frutto della trattativa fra la mafia e lo Stato "

Angelino

domenica 7 febbraio 2010

Le accuse della D'Addario

Le accuse di Patrizia D’Addario

Le accuse di Patrizia D’Addario

Da un paio di settimane i giornali vicini a Berlusconi (capitanati da un settimanale di sua proprietà) conducono una campagna mirante alla distruzione di Patrizia D’Addario. Come del resto già avevano fatto con Dino Boffo. La descrivono al centro di un complotto, strumento nelle mani dei nemici del cavaliere che l’avrebbero arricchita in cambio delle sue prestazioni antigovernative. La viltà di questo attacco zeppo di incongruenze (se la nostra fosse stata un’agente incaricata di scivolare nel lettone di Silvio, perchè mai ne avrebbe rifiutato le avances la prima volta a Palazzo Grazioli?) non ci impressiona quanto dovrebbe. Già ripetutamente la D’Addario ha raccontato di essere stata oggetto di minacce e intimidazioni, oltre che strani furti “selettivi” nella sua abitazione, dopo la sua interruzione di rapporti con Berlusconi e Tarantini. Vero o falso? Sostiene ancora di essersi decisa a parlare con il “Corriere della Sera” allo scopo di proteggere se stessa e la sua famiglia da tali aggressioni, rendendo pubblica la vicenda. Spulciano nel suo portafogli (prima insinuando conti esteri, ora adombrando che il “malloppo” si trovi in una banca italiana) quasi che la D’Addario traesse chissà quali benefici da questa vicenda umiliante e nociva. Qui si rivela di nuovo, insieme al cinismo, la cultura reazionaria di un paese nel quale già solo la professione esercitata dalla D’Addario la renderebbe colpevole e meritevole della gogna mediatica, in gloria del suo “utilizzatore”.

Tutte balle

sabato 6 febbraio 2010

Genchi

Gioacchino Genchi: «Una montatura l'aggressione al premier»

IRAN

Berlusconi e il bluff delle sanzioni In Iran affari a gonfie vele

Berlusconi e il bluff delle sanzioniIn Iran affari a gonfie vele
di U. De Giovannangeli
Eni, Fiat, Ansaldo, Telecom, Danieli, Iveco, Falck... un migliaio di aziende italiane lavorano alacremente nel paese di Ahmadinejad.

venerdì 5 febbraio 2010

Elezioni regionali

Processo breve