domenica 5 luglio 2009

A Roma c’è uno stupratore seriale che aggredisce le donne nei garage. Come nei telefilm, i tg ci mostrano il percorso delle vittime verso l’agguato. E come nei film americani di tanti anni fa, un giovane africano è stato picchiato al grido di «sporco negro». I suoi persecutori, tanto per non farsi mancare niente, lo hanno anche derubato. E questo succede a Roma, la città cui l’attuale sindaco Alemanno aveva promesso sicurezza, con l’aggiunta di Maurizio Gasparri che, in campagna elettorale, aveva annunciato l’espulsione punitiva di 20.000 zingari. Così, all’ingrosso, senza neanche sapere se ci sono davvero, a Roma, 20.000 rom. Così, i fascisti imitano i leghisti e viceversa. Mentre noi italiani, che siamo costretti a convivere con Borghezio, dovremmo denunciare i lavoratori clandestini, come un tempo gli ebrei. Ma per fortuna, Maroni e soci anche come razzisti sono dei buffoni e alle loro ronde si addice solo un coro di italianissime pernacchie.

2 commenti:

Luigi Morsello ha detto...

Prima o poi doveva accadere. Credo che sarà una indagine difficile perchè il bastardo non di preoccupa di lasciare tracce biologiche, segno che è incensurato, ammesso che in Italia esista una banca dati del DNA, mi pare di no, ancora non se n'è fatto niente. Infatti, se fai una ricerca partirà dal 2010, è stata messa ancora una volta nel pacchetto sicurezza, la prima nel 2005. Fottuti bastardi anche loro.

BibìeBibò ha detto...

Secondo me fanno male a rivelare all'opinione pubblica certi particolari dell'inchiesta, in questo modo il personaggio cerca di non scoprirsi. Diversamente era possibile tendergli una trappola conoscendo come si muove.